Ok, oggi posso mettermi in un angolo con due belle orecchie da asino.
Si, oggi anche io ho avuto la mia caduta.
Chi lo dice che i Coach sono perfetti? Che non si lamentano mai? O che sono sempre super perfetti a gestire parole e stato d’animo?
Beh, se trovate un Coach che afferma che è possibile, sappiate che vi sta prendendo per il c…o.
Vi racconto che situazioni ho creato proprio questa mattina.
Al telefono con un collega mentre molto tranquillamente stavamo parlando sul come gestire dei contatti ecco che mi viene detta una determinata parola che con le mente mi riporta ad una situazione già vissuta da qui sono venuta via dopo della sofferenza. Questo meccanismo in PNL si chiama Ancoraggio Negativo. Cioè uno stimolo che mi riporta in un determinato stato d’animo, in questo caso non utile.
Ora a mente lucida ho riconosciuto e razionalizzato quanto è accaduto, ma in quel momento no.
Quindi in meno di una frazione di un secondo con la mia bella ancora negativa attivata ho iniziato a gestire la situazione con uno stato d’animo fuori contesto e soprattutto non utile. In quel momento stavo parlando con il mio collega non della situazione che dovevamo risolvere, ma io con la testa ero rientrata in quella situazione che mi aveva fatto stare male allora.
Partendo da questo mio esempio, a quanto di voi capita di trovarsi a discutere su una cosa ma completamente fuori focus? E di rendersene conto solo dopo?
Capita più spesso di quanto pensiamo nelle interazioni comunicative quotidiane. Questo capita perché mentre parliamo diamo più importanza al nostro mondo interno piuttosto a ciò che ci sta dicendo l’altra persona. Quando si ha l’attenzione sul nostro mondo interno vuol dire anche che probabilmente non saremo in grado di gestire lo stato d’animo di riferimento, perché sarà lui a gestire noi.
Ecco, proprio così è successo a me questa mattina.
Per fortuna alla fine è arrivata la domanda illuminante che mi ha fatto uscire dal loop e da lì ho ripreso conoscenza.
Partendo da questa situazione ho fatto due riflessioni.
La prima, come già accennato prima, è che come ascoltatori efficaci dobbiamo sempre avere l’attenzione fuori dal nostro mondo interno.
La seconda è che chi comunica deve porre molto attenzione al feedback che riceve dalla persona con cui sta interagendo. Se ci si rende conto che la persona è in un loop non funzionale, continuare a parlare di quella cosa non serve in quel momento. La cosa più appropriata è interrompere lo stato e riportare la persona nel qui e ora.
In molti manuali di PNL o in generale dove si parla di comunicazione efficace, spesso si legge che la responsabilità del processo comunicativo è di chi parla. Questo per me è e rimane il presupposto efficace per un processo comunicativo efficace, e non solo, è anche la base dei rapporti umani.
Quindi perché dovrei mettermi le orecchie da asino? Perché dopo anni ancora non mi ero resa conto di avere quella maledetta ancora negativa.
Riflettiamoci sopra.





