“Non sono all’altezza… Non me lo merito… Non sarò mai in grado di fare quella cosa… Non mi piaccio…” Ti suonano familiari come frasi?
Oppure: “Vorrei più autostima”. Ah sì, quanti chili? 🙂
A volte si pensa che l’autostima sia qualcosa da comprare al supermercato. L’autostima è già dentro di te anche in quei momenti in cui pensi di non averne più, o addirittura di non averla mai avuta.
Si trovano un sacco di definizioni sulla parola autostima, e tra le tante che ho letto, quella di Raffaele Morelli mi è piaciuta moltissimo: “L’autostima è un modo naturale di stare bene nella tue pelle”.
Si pensa molto spesso che per avere più autostima bisogna fare tante altre cose per migliorare sempre di più, come se si fosse in continua corsa verso qualcosa che è sempre più in là rispetto quello che abbiamo fatto.
In realtà il concetto del migliorarsi sempre di più può essere positivo e incentivante da una parte, ma anche pericoloso dall’altra.
Mi spiego. Se leggiamo il concetto di miglioramento continuo come via per stare sempre meglio è ok. Se invece leggiamo il concetto di migliorare come PERFEZIONARCI sempre di più, può diventare un problema. È come se il nostro obiettivo diventasse sempre più difficile da raggiungere. Quel perfezionamento diventa ancora più pericoloso quando a modello prendiamo delle persone sbagliate.
Una volta stavo lavorando con una cliente. In quel periodo viveva una situazione di continua ansia in quanto non riusciva a raggiungere i suoi obiettivi e si sentiva incapace e frustrata.
In realtà quello che stava accadendo alla mia cliente era di continuare a darsi degli standard troppo elevati, in quanto aveva preso a modello una sua collega che aveva competenze e caratteristiche molto diverse da lei.
Questo continuo confronto la stava massacrando fino farla entrare in questo loop mentale che le continuava a dire: Non sei in grado, non ce la farai mai, non è il lavoro per te.
Semplicemente stava vivendo in una pelle non sua.
L’autostima va allenata. Dobbiamo imparare a prenderci cura di noi stessi e ad accettare quello che abbiamo, sia di bello che di meno bello.
Quando smettiamo di giudicarci, di dirci quanto andiamo bene o male, e iniziamo a percepirci nel presente senza dirci nulla, iniziamo a porre delle basi solide per la nostra felicità interiore. La nostra felicità interiore non dipende mai dai fatti esterni, ma da un rapporto naturale che noi possiamo avere con il nostro mondo interno.
Pensaci un attimo: se veramente l’autostima fosse collegata solo all’idea di coerenza e di sicurezza dovresti disistimarti ogni giorno.
Quante volte durante il giorno si può cambiare idea? Rivedere delle credenze che si hanno rispetto a qualcosa?
Beh, sappi che tutto questo è la normalità.
Mi capita spesso di parlare con persone che mi dicono: “Ormai ho iniziato così e voglio finire così.” Non vi pare un po’ troppo limitante?
È come incontrare un muro sbatterci la testa e continuare a farlo perché devo essere coerente fino alla fine.
Per alcune persone essere coerenti è una questione di principio.
Domanda: cosa te ne fai del principio se continui a farti male?
Alza la testa, impara dagli errori, sii flessibile. Questi sono i mattoncini per iniziare a costruire la tua autostima.
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Bellissimo articolo molto interessante anche se avrei aggiunto delle considerazioni extra, Ad esempio una volta il grande Muhammed Ali disse: “è la ripetizioni delle frasi che ti porta a crederci, e quando ci credi, le cose iniziano a succedere.”… voglio dire, il dialogo interno (ciò che dici a te stesso) di una persona con poca autostima sarà qualcosa del tipo:” e se poi non ce la faccio?” mentre il dialogo interno di una persona sicura è quasi l’opposto:”e se poi ce la faccio?/ e se poi è piu’ semplice di quanto pensassi?” quindi come hai giustamente detto tu, il dialogo interno è fondamentale, che ne pensi se una persona iniziasse ad utilizzare delle affermazioni positive del tipo:”posso essere sicuro”, ” credo in me” se fatto con costanza non credi che aiuterebbe? 2) La sicurezza è associata ad una fisiologia da guerriero: petto in fuori, testa alzata, movimenti decisi; 3) in mancanza di sicurezza in se stessi si può tranquillamente “agire come se” e cioè se pensi, parli ed agisci come se già fossi una persona sicura lo diventi….per riassumere, trovo l’articolo molto interessante ma migliore con questi 3 accorgimenti:1- Aggiunta di affermazioni positive, 2- l’importanza della Fisiologia 3- Agisci come se… 🙂