Ci sono quelle volte in cui ti rendi conto che avresti voluto dire delle cose a certe persone però poi non lo hai fatto nel momento giusto. Ti riprometti di farlo e poi passa il tempo, passa l’occasione e ti rimane il groppone in gola.
Come invece ci sono delle volte in cui avresti voluto stare zitto e invece eccoti a dire cose che magari in quell’istante sarebbe stato meglio tacere.
In quale tipologia di persona ti riconosci, nella prima o nella seconda?Quale è il comportamento più giusto? Meglio dire quello che si pensa o meglio lasciare stare se proprio non è necessario?
La risposta giusta dipende da quello che ti fa stare bene.
Ci sono persone che molto spesso decidono di tacere e non dicono quello che pensano, tengono tutto dentro e poi quando scoppiano, pur avendo ragione, dicono le cose in maniera sbagliata, e magari passano anche dalla parte del torto.
Dall’altra parte ci sono persone che hanno la faccia come il c—o e dicono quasi sempre subito quello che pensano.
Per molti anni ho pensato che fosse giusto tacere il più delle volte piuttosto che dire le cose quando vanno dette. Le mie giustificazioni preferite: “Tanto è ignorante, non capisce, non ne vale la pena” etc… Risultato? Le volte che dico ciò che penso non sembro più io, almeno così mi dicono.
Mi spiego: quando gli altri sono abituati a vederti in una determinata maniera e tu per quella volta cambi atteggiamento passi anche per matto, o peggio gli altri pensano che ci sia un mostro insidiato in te che ti sta manipolando.
Proprio l’altro giorno stavo facendo un po’ di pulizia nei mei contatti telefonici e Facebook, e mi sono resa conto di quante persone non sento più. Su ognuna di loro mi sono soffermata qualche istante a riflettere sul perché non ci si sente più. Con alcune semplicemente non c’è stata più occasione, con altri invece ho consapevolizzato il fatto che sono molto brava a chiudere la porta quando non ritengo valga la pena dire chiaramente quello che penso. Questo può portare ad un allontanamento anche da persone e situazioni che con una semplice chiacchierata avresti potuto risolvere. Invece no, si trattiene, si rimugina e alla fine può capitare che gli eventi accaduti vengano deformati e ingigantiti.
A prescindere dal fatto che tu voglia chiarirti o meno, vale quasi sempre la pena dire quello che si ha nel cuore, anche se può fare male o se può portare ad un allontanamento.
Quindi tornando ai miei contatti, ho iniziato a fare una lista di persone a cui avrei delle cose da dire. Troppo lunga per avere solo 34 anni. Questo mi ha fatto riflettere molto, soprattutto su tutte quelle volte in cui mi ritrovo a pensare a delle persone, parenti, amici e colleghi con rancore, e magari nonostante siano passati anni non sono ancora riuscita a dirgli quello che penso.
D’istinto quel giorno avrei avuto voglia di chiamarli uno per uno e dirgli le cose, poi ho pensato “No, meglio una lettera” e poi mi sono messa a ridere (in effetti in maniera isterica). Che senso ha dopo tutti questi anni??? Magari è importante per me ma per loro oramai probabilmente manco si ricordano più dell’accaduto.
Cosa ho imparato da tutto ciò?
Che d’ora in poi anche se mi costa fatica e a volte qualche discussione, dirò sempre quello che penso, e se non me ne danno la possibilità troverò il modo di farlo.
Che senso ha tenersi le cose dentro quando ci stai male? Nessuno, l’importante è dire le cose nella maniera giusta.
Che allenamento fare?
Fai una lista delle persone con cui hai ancora delle questioni aperte e che vale la pena risolvere.
Scrivigli una lettera.
Come ti senti dopo?
Quando ti senti pronto e ritieni sia importante spedisci la lettera.
Attenzione è molto importante non nutrire aspettative.
Buon allenamento!





