Non so se vi è mai capitato di dirvi delle cose tra voi e voi e poi finire per crederci.

Lo so, vi capita in continuazione.

Vi dirò di più, non solo credete a ciò che vi dite ma credete anche a ciò che vi dicono gli altri magari, vero?

Ah, poi vi dico anche cosa accade ancora: quelle cose che vi vogliono far credere gli altri a volte le fate diventare vostre ed ecco che ci credete ancora di più, dimenticandovi che non siete voi realmente a pensarle.

 

Ma se fosse vero? Se tutto quello che mi dico e mi dicono fosse vero?

 

Conoscevo una bambina che era molto timida e non riusciva ad esprimere ciò che aveva dentro. Si sentiva molto sola. Pensava ogni giorno che non sarebbe mai riuscita a diventare come le altre. Si sentiva sempre esclusa e inadeguata. Aveva le idee chiare su ciò che avrebbe voluto dalla vita, ma pensava di non esserne all’altezza. Aveva paura a raccontare i propri sogni, e amava passare le ore da sola a fantasticare, leggere e scrivere.

Un giorno si rese conto che aveva raggiunto tante di quelle cose sognate ma non era felice.

Non riusciva a vedere ciò che gli altri vedevano in lei. Aveva sempre nelle orecchie quella voce: e se fosse vero?

Se veramente fossi inadeguata? Se veramente non facesse per me?

Se veramente fosse vero?

 

Cosa ci porta a creare dei film sulla base di un copione scritto da altri?

Cosa ci porta a pensare che quelle cose siano vere?

Molto spesso è la paura di vedere cosa ci aspetta oltre ciò che realmente vogliamo.

Eh si, è più facile credere e dare ragione a chi sembra che abbia la verità in tasca piuttosto che pensare che possiamo essere noi a creare quel film a lieto fine.

Perché responsabilizzarsi quando c’è qualcuno che con facilità lo fa al posto nostro?

Non credo più a tutte quelle cose che solitamente sento durante le sessioni.

Le scuse sempre pronte? Eccole

Sono sempre stato così

Non c’è nulla da fare.

É difficile.

Non posso.

Non è per me.

La mia preferita: tu non puoi capire.

 

Ne inventiamo talmente tante che potremmo vincere dei premi al Festival di Venezia.

Il punto non è imparare a cambiare ciò che ti dici e ciò che ascolti.

Il punto è di iniziare a farsi questa domanda: E se non fosse vero? Cosa accadrebbe?

 

A te la scelta del lieto fine…

 

P.S: la bambina di cui ti ho scritto sopra, ora è diventata grande e ha smesso di pensare che quelle cose fossero vere…

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